Idrometro medievale “IL BARBUTO”
Si tratta di un bassorilievo plastico di un uomo barbuto, che venne posta nell’ultimo arco del Ponte di Giuditta, subito a fianco del pilastro nella struttura del ponte. Dai praghesi veniva chiamato “il Barbuto”, grazie ala sua raffigurazione di uomo con la barba. L’ultimo arco del ponte si è conservato solamente perché a suo fianco venne costruito il nuovo monastero dei Crocigeri con la stella rossa. Poiché questo bassorilievo era stato inserito in un ambiente solido e stabile è sempre stato utilizzato come idrometro delle grandi alluvioni della Moldava., in modo tale che le varie parti del suo volto servivano come scala graduata del rischio di alluvione.
Le seguenti tre spiegazioni popolari descrivono l’applicazione e valutazione della misura dell’inondazione così come veniva capita dai praghesi e significavano anche i tre gradi di pericolo di alluvione.
- Quando l’acqua tocca la parte inferiore della barba del Barbuto la Moldava già sta per straripare e le persone che abitano nelle zone più basse, in prossimità del fiume, devono abbandonare le proprie abitazioni.
- Quando l’acqua tocca la bocca del Barbuto la Moldava esonda e inonda le vie dal lato parte della città vecchia.
- Infine, se l’acqua della Moldava supera anche la testa del Barbuto, in Piazza della città vecchia si può navigare in barca.
Per quanto detto si vede chiaramente che i praghesi avevano esperienza di inondazioni e sapevano bene interpretarle e prevederle con l’aiuto del “Barbuto”
Le prime citazioni di questo bassorilievo risalgono al 1342, nei Vecchi annuari cechi:
“Poiché la prima (alluvione del 1432) fu tale che raggiunse il naso della testa scolpita vicino all’ospedale della città vecchia, dove ci sono i crocigeri, ma la seconda (alluvione del 1481) ricoprì quasi tutta la testa, lasciando asciutto solo il cocuzzolo calvo della testa.“



